Archive for July, 2008

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17
Jul

Buenaonda 2.0

Ed ecco di nuovo Rob, di ritorno da una breve assenza senza preavviso dal blog…

Ma ne è valsa la pena almeno! In realtà avevo intenzione di cambiare un po’ il look del blog in occasione del suo primo compleanno!
Per questo, sono passato da SimplePHP Blog (che era veramente troppo simple) a WordPress, secondo molti la migliore piattaforma per blog.

(Tutto ciò sembra semplicissimo, ma ho dovuto importare tutti i post dal vecchio blog, grazie a uno script di Sandro, un blogger gentilissimo, che senza conoscermi minimamente mi ha assistito nella migrazione. Come se non bastasse, il mio hosting Windows non supportava WordPress. Allora ho cambiato hosting su Aruba e sono passato ad hosting Linux e ho dovuto pure comprare un database. E ci ho impiegato tre settimane per capire che dovevo fare questi passi prima di avere finalmente un nuovo blog decente.)

(Ad ogni modo, Aruba è un servizio di hosting low cost, molto low cost. E come tutte le cose low cost, va bene se avete poche pretese. Altrimenti, fa schifo. Se volete un consiglio, non comprate mai niente su Aruba!)

Ora il blog è tutto blu, senza titolo, le immagini sono tutte sfasate, ma presto tornerà tutto alla normalità, con i colori istituzionali buena onda (ovvero arancione e verde).

Tornate presto per vedere le innumerevoli novità! Check it out!

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3
Jul

Jonas Brothers – Study case

Mi sto convincendo sempre di più che l'unica azienda in cui mi piacerebbe veramente lavorare è la Walt Disney.

Qualsiasi cosa faccia, la fa bene. E in ogni caso riesce a guadagnare milioni di dollari per ogni produzione.

L'ultimo esempio di successo mi ha colpito soprattutto per il "business model" che ci sta dietro.

Si tratta dei Jonas Brothers, un gruppo soda pop che ha come target i "tween" (i giovani quasi-teen in be-tween fra gli 8 e i 12 anni). (Mamma mia che frase) :rotola:

È una band che due anni fa nessuno si filava. Il presidente della Columbia Records voleva replicare il successo degli Hanson, ma il loro album vendette "solo" 65.000 copie (in Italia equivalgono già ad un disco d'oro).

Ma poi arriva la Walt Disney, che li contratta per un disco, e prima ancora che esca, i tre fratelli sono già diventati famosi fra i teenager senza aver fatto niente: Disney Channel pompa i loro video fino a 50 volte a settimana e li invita costantemente ai programmi, Radio Disney li suona in continuazione e questo gli permette di fare concerti in giro per gli Stati Uniti.

Come se non bastasse questo tipo di promozione che chiunque pagherebbe oro per avere, la Disney fa ancora di più.

In pratica usa un prodotto di successo per promuoverne un altro: i tre fratelli parteciparono ad un episodio di Hannah Montana andato in onda subito dopo la premiere di High School Musical 2. L'episodio è stato uno dei più visti e il disco dei Jonas Brothers non poteva che essere un successo.

Non perchè fosse bellissimo, ma, cioè, dopo tutta sta promozione ti devi impegnare per vendere poco.

Quest'anno, i tre fratelli hanno avuto il loro film, Camp Rock, e non c'era bisogno di un genio per capire che sarebbe stato un successo. Ma il bello è che ora i Jonas Brothers sono diventati il veicolo per il successo di nuove star. Demi Lovato è ancora totalmente sconosciuta, ma sarà invitata ad aprire il concerto dei tre fratelli ed è già apparsa nel loro film: è il prossimo franchising in lista d'attesa! :-O

Geniale, no? :bravo
La Disney ha cosí tanti prodotti (film, musica, cartoni animati, canale televisivo ABC, parchi divertimento, merchandising…) che mi sembra davvero un posto bellissimo in cui lavorare nel marketing.

Sarà che la passione per la Disney mi è rimasta da quando ero piccolo, però è sempre meglio che andare a vendere detersivi in Procter & Gamble, no?
:lol

Intanto qui sotto trovate il nuovo video dei Jonas Brothers, SOS:

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2
Jul

Fenomenologia delle pizze e dei pizzaioli all'estero

Chi mi conosce sa che non posso stare a lungo senza mangiare la pizza!
Neanche all'estero, anche se spesso i risultati non sono molto incoraggianti.

L'altro ieri sera, io e Giù abbiamo optato per una cena de despedida dai Fratelli La Bufala, in Carrer de Pau Claris (pieno centro). Per chi non la conosce, si tratta di una catena di pizzerie in Italia e all'estero, con la mozzarella di bufala come fil rouge. :-P

Anche i dolci sono di bufala :-S

Nel modello di business ci sono evidenti vantaggi di costo (la mozzarella ad esempio viene comprata centralmente… ehi, sono economie di scala!!!), ma anche alcuni aspetti un po' strani (a Milano ad esempio i camerieri sono pagati anche a seconda di quanto ti spingono a consumare!) :-S

In ogni caso, per quanto i proprietari cerchino di standardizzare ogni aspetto del progetto, devono fare i conti con la mentalità italiana imperante.
L'altro ieri, anche dai Fratelli La Bufala hanno fatto di tutto per trasmettere un'immagine tamarra, kitsch e fannullona dell'Italia.

Quindi, grazie alla mia ormai ENORME esperienza in fatto di pizze in giro per il mondo (?!?) ho deciso di mettere insieme le cose più comuni che succedono ai malcapitati stranieri o italiani nostalgici:

- La mozzarella sulla pizza c'è per un motivo. E se si chiama così vuol dire che è diversa dal parmigiano grattuggiato alla Julienne!

- Da quando in qua si mettono le olive verdi sulla pizza?

- E quando dico "Con olive", intendo "Più di 4" :-S

- Passino le foto di Totò e di Alberto Sordi.. Ma ci devono proprio essere tutte queste statuette di Pulcinella in ogni angolo?!? xD

- E l'immancabile tovaglia a quadrettini rossi e bianchi dove la mettiamo??? :hehe:

- Ormai molte pizzerie in Italia stanno puntando sul target "fighetto". All'estero, c'è una rincorsa verso il basso e verso il kitsch. Il pizzaiolo che passa in mezzo ai tavoli tutto infarinato, facendo rumore con gli zoccoli e smadonnando qualcosa in napoletano ne è un esempio.

- Napoletani va bene, ma almeno qualche parola della lingua locale dovrebbero saperla (anche di italiano non sarebbe male)

- Se non vengono a prendere la pizza che hai appena sfornato, calmati. La situazione non migliora se inizi a bestemmiare ad alta voce davanti a tutti.

- 10€ per una margherita?

- "Stai vendendo una palla di farina con del pomodoro a 10€. Possibile che non riesci comunque a farla venire in una maniera decente?!?"

- Cosa vuol dire che nel 2008 non accetti carte nè bancomat?!? E cos'è questo conto scritto a mano su un foglietto di carta intestata (di un bar di Lucca, peraltro)??? :-O Ah, capisco, è solo un problema tecnico del momento dell'impianto elettrico. Ma quel computer lì è acceso… e anche le luci nel locale non mi sembra abbiano problemi……….

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1
Jul

Campeones

Post un po' in ritardo, ma vabbé (è dell'altro giorno ma mi si era cancellato per errore)

A quanto pare, quindi, anche in Spagna sanno giocare a calcio. Non si sa nè quando nè dove abbiano imparato gli spagnoli, visto che era da 40 anni che non vincevano niente, però ci sono riusciti e sono diventati i campioni dell'Eurocopa 2008. :bravo

Al di là delle partite, è stato veramente bello e incoraggiante vedere come lo sport riesca ad unire tutti.

Mentre stavamo guardando la partita dei quarti in un bar peggiore dei peggiori bar di Caracas, i catalani presenti tifavano Italia (ok, forse quelli erano un po' troppo ubriachi)!

La realtà era che nessuno credeva ad un successo della Spagna. Ma dopo i quarti tutto è cambiato. Tutti sono diventati per una volta spagnoli. E credetemi, in una città in cui si fa di tutto per ostacolare il castigliano e in cui ci sono spinte indipendentiste ogni giorno, è veramente molto.

E' stato piacevole anche vedere l'umiltà con cui gli spagnoli sono arrivati alla finale. Era già tanto aver passato i quarti, tutto quello che veniva dopo era un di più, quasi.

Nonostante questo, il supporto alla squadra è stato grande. Primo fra tutti, il canale Cuatro, titolare dei diritti televisivi dell'Eurocopa.

Già prima dell'inizio degli Europei, su Cuatro si vedeva la pubblicità che diceva "Podemos". Col passare dei giorni, lo slogan "Possiamo" è diventato l'urlo ufficiale durante il tifo.

Durante le partite, per le strade si sentiva solo cantare "Podemos" e credo che questa intelligente trovata (di marketing!) alla fine abbia contribuito a far credere a tutti quanti nel successo della Selección spagnola.

Ma soprattutto è riuscita anche a far guardare le partite in televisione, visto che Cuatro ha incassato milioni dalla pubblicità e ha anche fatto il record di ascolti con la finale, il programma più visto in Spagna da quanto si registra l'audience.

(ecco qui sotto lo spot finale, trasmesso subito dopo la fine della partita di domenica sera)

Ps: la Rai aveva ancora quelle solite videosigle orrende?