“I Robinson” era una popolare sitcom americana ideata da Bill Cosby e andata in onda dal 1984 al 1992.

La cosa che mi ha sorpreso in questi giorni è stata la scoperta del fatto che in lingua originale lo show si chiamava “The Cosby Show“. Ma soprattutto del fatto che la famiglia non si chiamava Robinson!!!

Robinson è solo il nome che hanno deciso i traduttori per semplificare l’originale “Huxtable”, e l’Italia è l’unico Paese al mondo in cui è stato cambiato. O_O

Tutto ciò per dire che sto a casa tutto il giorno senza un cavolo da fare, nessuno risponde alle mie domande di lavoro neanche per dirmi “crepa”, mi annoio a morte e quindi cerco di passare il tempo come posso (ad esempio riscoprendo “I Robinson” in lingua originale, che fa molto più ridere). :opsx

Oltretutto sono abbastanza impigrito, senza voglia di fare niente. E l’angoscia di non sapere in che parte del mondo lavorerò mi mette di malumore. Soprattutto quando si restringono le possibilità di lavorare all’estero e si allargano quelle di trovare qualcosa a Milano o, peggio ancora, in Brianza. :-S

In tempi di crisi, ovviamente non butto via niente, ma cmq so già che non sarei del tutto contento. :-(

E poi… se trovo lavoro qui in zona, vuol dire che questo blog non avrà più un senso perchè non avrò nulla da raccontare… (non che abbia mai avuto troppo senso)

Mm… spero tanto di continuare ad aggiornare questo blog in futuro!

Oltre al fatto che ci sono in giro pochi annunci di lavoro, possiamo anche aggiungere che il processo di application con l’avvento internet è diventato una delle operazioni più tediose che ci siano. :-(

Ci sono aziende che per farti vedere le posizioni vacanti ti fanno prima registrare, inserendo tutti i dati possibili immaginabili, facendoti ripetere almeno sette volte ciò che hai già scritto nel curriculum. O magari ti fanno anche delle domandine di vitale importanza tipo “Perchè hai scelto la nostra azienda?” o “Descrivi una situazione in cui hai dimostrato di essere un leader eccezionale“.

Se questo mi irrita non poco, le aziende più grosse (e che se la tirano di più) mi fanno proprio venire la nausea. Ti costringono praticamente a leggerti ogni pagina dell’area “Lavora con noi”, dove le uniche cose che scrivono sono le banalità del tipo “…perchè da noi non sarai solo un numero!”, “Noi valorizziamo il talento!” o “Da noi c’è un ambiente di lavoro stimolante”. Vorrei conoscere qualcuno che ha il coraggio di scrivere il contrario!

Loro possono scrivere quattro banalità in croce per reclutare i migliori talenti, e poi se io oso scrivere qualcosa di poco originale nel processo di application va a finire che non mi chiamano neanche per un colloquio minuscolo.

No, non mi avranno!

Poi mi chiedo… ma se alla fine non trovo da fare niente che mi piace… non vorrà forse dire che non è quella la mia strada? :mmm

L’unica volta in cui sono stato quasi estasiato pensando al lavoro era quando stavo scrivendo il mio business plan. Ma per quello ci vogliono soldi, ed ora non è proprio un momento buono per raccattare soldi in giro.

Però non riesco a stare fermo, mi vengono costantemente idee…

Come ad esempio… cioccolato! :-P

Vorrà forse dire che questa è la mia strada? :-O

Insieme al 2008, si è conclusa anche la mia vita da studente!

Dopo l’addio a Dublino, sono tornato in patria e devo ammettere che è dura tornare alla “normalità”, soprattutto dopo che mi ero adattato ad un’altra “normalità” durata un anno e mezzo all’estero.

La normalità di vivere da solo, di gestirmi per conto mio, di stare in un posto con abitudini diverse dalle mie, di parlare un’altra lingua tutto il giorno… non voglio togliere niente alla cara e vecchia Monza, però riadattarsi costa fatica.

In più c’è da aggiungere la strana sensazione di “angoscia”: sono diventato grande e devo trovare un lavoro. E non avrei potuto scegliere un periodo peggiore negli ultimi 70 anni.

Gli annunci di lavoro in giro sono veramente pochini, e in più dopo un Master all’estero, vorrei anche lavorare all’estero, il che complica ancora di più le cose.

“Che sarà? Che sarà della mia vita chi lo sa?!” cantavano alcuni illustri pensatori del secolo scorso ed è proprio come mi sento io ora. :mmm

Dove andrò? Che farò? Ce la farò? Come farò? Boh!

Lo scopriremo solo vivendo… (come diceva un altro illustre pensatore…)