(Questo post è “acido”, siete avvisati!)

Ebbene sì, sono ufficialmente un Master of Science in Marketing.
Ora nei miei bigliettini da visita potrò scrivere “MSc” dopo il nome…
No, aspè…

In realtà devo ancora discutere il mio progetto finale: lo scorso week-end, alla cerimonia di laurea dell’Esade mi hanno semplicemente dato un “attestato di partecipazione“! O_O

Praticamente sì, la cerimonia era “inutile” e non ho ancora un titolo con valore legale, e visto che si tratta della Spagna, la discussione del progetto si farà “prima o poi”, con calma, c’è tempo… ancora non si sa niente…

Bah…

Ad ogni modo, non mi sono goduto molto questa cerimonia… devo ammettere che non avevo granchè voglia di tornare a Barcellona, soprattutto perchè ero presissimo con lo studio qui a Dublino e poi perchè veramente non avevo voglia di incontrare alcuni compagni di classe. Ebbene sì, l’odio persiste ancora.

Arrivo venerdì mattina e poi corsa frenetica per sistemarmi, stirare la camicia e prepararmi per la cerimonia. Il taxi fino all’Esade ci ha messo un’eternità visto che era l’ora di punta e fra il mio malumore e lo stress di arrivare a cerimonia iniziata ero veramente in condizioni pietose. Se ci aggiungiamo anche il fatto che mi ero alzato alle 3 di mattina per prendere l’aereo, avete un quadro preciso delle mie condizioni quel giorno…

La cerimonia è durata un’ora con interventi del rettore della Ramon Llull, a cui l’Esade fa capo, il rettore dell’Esade, il presidente degli Alumni e il direttore dei programmi universitari. E fra gli interventi, cosa ci poteva essere se non un CORO che cantava canzoni classiche in latino?

Bah…

Dopo un discorso penoso del rettore (che non era proprio fluente in inglese…), il nostro rappresentante di classe viene chiamato per il suo speech. Ricordate il famoso rappresentante di classe che non è mai stato eletto? Eccolo lì, a fare il suo discorso interminabile, arrogante ed egocentrico. Devo ammettere che sa parlare veramente bene in pubblico, ma nel suo discorso si è occupato per l’80% di e dei suoi 4 amici, con mille battute che francamente poteva evitare…

Finalmente poi tutti gli studenti sono stati chiamati sul palco per la consegna del diploma (quel certificato finto senza valore legale). :-P e poi un brindisi con Cava.

Degli autobus ci hanno portato in giro per un mini-tour della città per poi arrivare esattamente dall’altra parte di Barcellona, sulla Ronda del Litoral all’hotel AB Skipper, dove avremmo cenato tutti insieme.

L’Esade ha buone idee, ma le applica male. Si preoccupa di fare una cena nel ristorante di un hotel a 5 stelle, ma (immagino) non controlla il menù nè altri dettagli, così va a finire che la gente si ricorda questi piccoli dettagli che hanno rovinato la “festa”.

La cena era gratis per studenti e per 2 invitati. Altri “ospiti” dovevano pagare 90€, e può essere ragionevole in un hotel del genere. Dopo la cena però tutti gli “ospiti” erano furiosi perchè il menù consisteva di:
- Primo: un pezzo d’aragosta con delle palline di caviale arancione, insieme a 3 (TRE) maccheroni ripieni di una salsina non ben definita. Piatto molto elegante nella sua presentazione, peccato che fra aragosta, caviale e maccheroni non ci fosse nessuna differenza di sapore, o meglio, non c’era proprio sapore per niente.
- Secondo: mi sfugge la descrizione fantastica del menù, ma in parole povere si trattava di un pezzo di carne di vitello stracotto (e quindi tenerissimo) con puré di patate e due asparagi mignon. Puré di patate in un ristorante del genere?!?!? Per 90€???
- Dolce: un mini-bauletto di gelato alla vaniglia con ripieno di frutti di bosco, buono, ma come tutto il resto, piccolo.

Al termine della cena, durata 45 minuti, tanto erano “grandi” i piatti, è iniziato lo spettacolo di magia più penoso che abbia mai visto. Un povero mago spagnolo che cercava di balbettare qualche parola in inglese… ma non ce la faceva! (”The seguent protagonist…”)
E come se non bastasse ha fatto dei giochi che erano già vecchi prima che nascesse Houdiní: i tre anelli che si intersecano, la donna segata in due e ombre cinesi.

Bah…

Finito tutto ciò, i pareri degli altri studenti erano più o meno così:
- Perchè c’era un coro?!?
- La cena era un po’… poca. Andiamo da McDonald’s ora?
- Il mago era ridicolo.
- La cena ci ha costretto a stare ognuno al tavolo con i propri invitati, che ovviamente non potevano scambiare due parole con nessun altro, visto che si parlavano almeno 26 lingue diverse. E in più, anche noi non abbiamo potuto salutarci tutti quanti come avremmo fatto normalmente. Per esempio io non ho salutato alcune persone per scelta, ma altre perchè proprio non le ho incontrate. :-P

Usciti dall’hotel, senza parenti (molti erano già andati via durante lo show del mago) ci siamo tutti diretti all’Opium Bar, a due passi, sulla spiaggia.

Come al solito, quindi, l’Esade crea alte aspettative e poi non riesce a soddisfarle, ma vabbè, ormai ci siamo abituati.
Non ci sono molte foto mie, perchè mia madre non ha capito come funzionava la macchina fotografica e quindi, senza accorgersene ha fatto solo video. Qui sotto, la consegna dei diplomi, in un montaggio frettoloso fatto da me. La musica di sottofondo (la canzone più decente della serata) in realtà è stata cantata dopo, ma l’ho messa di sottofondo nel video, perchè sentire i singoli nomi degli studenti non era molto interessante.

Enjoy!

Fra tutti gli Stati in crisi, la Spagna è uno di quelli che se la passa peggio. Il boom degli ultimi anni era basato quasi esclusivamente sul settore edilizio. Case su case costruite senza sosta fino alla primavera scorsa, quando una delle più grandi aziende del settore ha dichiarato bancarotta lasciando a metà centinaia di case (vendute e non).

Ora che la crisi è arrivata dappertutto, anche altre aziende sentono la pressione. E devo dire che mi ha fatto una certa impressione vedere sul satellite le notizie di Euronews che parlavano della “rivolta” contro la Nissan di Barcellona.

Sono stati annunciati 1.680 licenziamenti, non tutti giustificati dalla ristrutturazione necessaria per sopravvivere alla crisi. E sono iniziate manifestazioni e scioperi non proprio pacifici, fino alla settimana scorsa in cui è successo quello che si vede nella foto. Proteste davanti al palazzo in cui sono entrato ogni giorno per sei mesi e vedere la porta principale ridotta così fa un certo effetto.

Già, Barcellona rimane la mia città preferita, ma visto che la situazione in Spagna è peggiore che in altri Paesi, mi sa che mi converrà cercare lavoro altrove:mmm

Simon Cowell è diventato molto popolare qualche anno fa con l’ideazione del programma Pop Idol sulla tv inglese. Il suo format era un classico programma per trovare una nuova popstar, con l’aggiunta di 3 giudici, uno onesto, una gentile, e uno bastardo. Lui era, ed è tuttora, quello bastardo che non esita a insultare i concorrenti (l’equivalente di Mara Maionchi in Italia).

Dopo il successo britannico, è stato chiamato anche per gestire l’edizione statunitense, American Idol. Ora sia qui che in Spagna, praticamente tutti i programmi TV, indipendentemente dal contenuto, hanno una giuria di 3 persone.

Ora X-Factor (ex Pop Idol) è arrivato in Italia regalandoci l’odiosa Giusy Ferreri e l’altro quartetto sponsorizzato da Morgan dei Bluvertigo (non c’è da aggiungere altro).

Però all’estero, i cantanti diventati famosisssssimi con questi show sono molti. Ultima, nel 2007, Leona Lewis.

Ma per quest’edizione di Buena Onda Music (e se ne è sentita la mancanza, no?), vi propongo alcuni dei vincitori degli anni scorsi:

La prima vincitrice americana, Kelly Clarkson, con “A moment like this”

Shayne Ward - That’s my goal, 2005

Will Young - Evergreen, primissima edizione UK

E infine, Carrie Underwood, con “Inside your heaven”

Questi show sono diventati così onnipresenti che qualcuno ha pensato di farci una parodia. E così l’altro giorno ho visto il video di Geraldine McQueen, ovvero Peter Kay, un comico inglese che ha messo su un talent show finto chiamato “Britains got the Pop Factor and Possibly a New Celebrity Jesus Christ Soapstar Superstar Strictly on Ice”, mischiando tutti i programmi esistenti.

Il risultato è questo video in cui si ripercorrono i momenti dello show, con dei concorrenti assurdi!

The Winner’s Song, Geraldine McQueen:

Come dice una grande pensatrice del nostro tempo, tutte le cose belle arrivano a una fine.

Nel mio caso, la valigia è pronta, ho salutato le poche persone rimaste qui, ho fatto un ultimo giro in centro ed è ora di andare all’aeroporto.

Sembra ieri che stavo cercando un appartamento che avesse una stanza decente con una finestra e adesso è già ora di andare via, ma dopo quest’esperienza, mi rendo conto di essere cambiato tantissimo.

Sapendo di dover prendere un aereo fra poche ore, solo andata, la tristezza è grande e continuo a ripensare a tutto quello che mi ha circondato per un anno intero…

La Sagrada Família
Le strade larghe
La Diagonal
L’Eixample a quadrettoni
Gli incroci ottogonali che ti costringono a camminare il doppio per attraversare la strada
Il Paseo de Gracia
La Pedrera
Gaudí
Gaudí che morì travolto da un tram
La metropolitana
Le stazioni di cambio della metropolitana, che ti costringono a camminare per due Km sotto terra prima di arrivare all’altra linea
“Pròxima estació: Sants-Estació - Enllaç amb línia tres, Rodalíes Renfe, altres liníes de Renfe i Estació d’autobusos”
Plaça Catalunya
Francesc Maciá
La Rambla
La Rambla dei Cappuccini
I negozi di fiori e uccelli sulla Rambla
La statua di Colombo
Il Mare Magnum
Le pattinate sul lungomare
La Barceloneta
Andare in spiaggia il 29 aprile
La Vila Olímpica
La balena, la torre Mapfre, l’hotel Arts, lo Shoko e il Casinò
Il castello di Montjuic
La funicular de Montuic
La scalinata del Museo Nazionale d’Arte Catalana
Le torri veneziane in Plaça d’Espanya
Carrer de Sants
Avinguda del Tibidabo
L’antenna del Tibidabo
Il Tibidabo, la chiesa del Sacro Cuore e il vecchio parco divertimenti
I taxisti che non sanno mai dov’è la mia via
I Catalani
L’usanza spagnola di fissare insistentemente qualsiasi sconosciuto si incroci per strada
Il Barrio Gótico
Il Parc Guell
L’usanza spagnola di mischiare birra con gazzosa
L’usanza spagnola di mischiare vino con Coca-Cola (Il famoso “Tinto de verano”)
I negozi che chiudono alle 9 di sera
Il pomeriggio che inizia alle 4…
Dos besos. Sempre e a chiunque. Soprattutto quando ti presenti a qualcuno che non conosci
I due baci che si danno prima sulla guancia destra e poi sulla sinistra
Il pan con tomate: il pane imbevuto di pomodoro, base di ogni bocadillo
Le pause pubblicitarie in televisione che durano non meno di venti minuti.
L’Esade
I fighetti dell’Esade (”pijos”)
Avinguda Pedralbes
Michela
Laura
Philipp
Virginia
Virginie
Marina
Swati
Elisabeth
Ramazan
Thomas
Le notti passate in Esade a fare lavori di gruppo, mangiando pizza
L’odiosa salita di Avenida Pedralbes, con gli autobus che passano a loro piacimento
I bus turistici, che passano più spesso dei bus normali
Le frasi in spagnolo, dove non manca mai almeno un “Vale”, “Venga”, “Tio”, “Coño”, “Pues”, “Bueno”, “Pues nada”
I calamari fritti
Le crocchette di prosciutto
Jamón, jamón e ancora jamón
Tapas!!!!!!!!!!
Il pranzo, mai prima delle 2
La cena, mai prima delle 22.30 (almeno a casa nostra)
Il mio coinquilino
I negozi chiusi dalle 2 alle 5 di pomeriggio
Le sottili differenze lessicali fra “tener calor” e “estar caliente”, fra “estar hecho polvo” e “echar un polvo” e fra “pollo” e “polla”, etc…
L’usanza di bersi una caña di birra. Quando ti pare e piace. Alle 10 di mattina? Alle 10 di mattina!
Il concetto molto relativo di “ahora”
Gli appuntamenti con gli Spagnoli alle 3. Il primo arriva alle 3.15, se sei fortunato.
Gli appuntamenti con i Catalani alle 3. Alle 3 son già tutti lì e ti hanno già chiamato per sapere dove sei.
¡Estop! ¡Estop!
Estíbaliz
I “guiri”
Se qualcosa è molto bello o buono, non è mica “muy bueno”… è “¡¡¡De puta madre!!!”
¿?
Il jingle della radio… Los cuarenta principales…
L’ora annunciata dai dj: “Son las nueve, las ocho en Canarias”
Le sacrosante code. Guai a chi salta la fila o cerca, come in Italia, di renderla più simile a un triangolo che a una linea. La domanda d’obbligo appena si entra in un posto è: “¿Quién es el último?”
La festa de la Mercé
Il Bicing
Il Nitbus
Urquinaona (piazza inutile, l’ho citata solo perchè il nome mi esalta)
La cattedrale del mare, Santa Maria del Mar
Maria
L’ombra del vento
La Nissan
Il Qashqai, con una lista d’attesa di 7 mesi
La Sagrada Família (be’, ci sono andato più di una volta)
Badal
Le mie lasagne
Molt bé
Sole e cielo azzurro
La bandiera gialla issata per la presenza di meduse
La fontana della Rambla da cui ho bevuto per la seconda volta. La leggenda vuole che chi beve lì, prima o poi ritorni a Barcellona. La prima volta nel 2006 ha funzionato.
La vacanza del 2006 a Barcellona che ricorderò sempre come una delle più belle
Quest’anno passato a Barcellona, tutto quello che ho imparato, tutto quello che ho fatto, tutte le persone che ho conosciuto, tutto quello che ho vissuto. E che non dimenticherò mai.

Si sono appena concluse le Olimpiadi di Pechino e come al solito si è trattato di un evento di proporzioni enormi che in futuro avrà sicuramente ripercussioni sulla città che le ha ospitate. :cinese

Proprio come è successo a Barcellona, trasformata dai Giochi Olimpici del ‘92… Ho sempre detto che qui c’è un’atmosfera particolare ogni giorno, diversa da ogni altra città… non oso immaginare come deve essere stato vivere da vicino la gran festa delle Olimpiadi. :prosit

La città ha decisamente cambiato faccia dopo quell’anno, a partire dal Montjuic, il famoso colle di Barcellona, testimone di eventi storici più o meno belli (vi si trova anche il castello, teatro della repressione fascista).

Qui venne rinnovato lo stadio dedicato a Lluys Companys (politico catalano consegnato dai nazisti e ucciso sul Montjuic dall’esercito di Franco), venne costruito il Palau Sant Jordi e la torre Calatrava, insieme a tutte le strutture olimpiche visibili ancora oggi.

Queste sono le foto mie e di Alessia di un mese fa, quando ci siamo fatti un giretto nell’Anella Olímpica. (Sarebbe bello se le foto venissero fuori come le ho ordinate io o almeno con qualche logica, ma purtroppo questi “effetti speciali” non me lo permettono. O forse non li so ancora usare…)

Mi piace un sacco la torre Calatrava, una “statua” che, credo, dovrebbe essere un atleta che piega la testa in avanti per ricevere una medaglia. Ma non ne sono granché sicuro. :-P

Le Olimpiadi mi sono sempre piaciute e mi ricordo ancora che nel ‘92 ero lì davanti al televisore a vedere quella cerimonia di apertura. :tv:
Mai avrei pensato che sarei andato a vivere a Barcellona. E non avrei mai e poi mai immaginato che mi sarebbe piaciuta così tanto da non avere più voglia di andare via. Ma purtroppo domani finisce tutto e si torna casa:pianto

Tra parentesi, mi sono reso conto che nel ‘92, non stavo guardando con molta attenzione la cerimonia di apertura, visto che non mi ricordavo niente, nemmeno l’accensione della fiamma olimpica, una delle più spettacolari di sempre.

ps: nel caso ve lo stiate chiedendo, sì, l’arciere ha dovuto mirare il “pebetero” olimpico da solo, senza nessun aiuto. E no, la freccia non entrò neanche per sbaglio e uscì dallo stadio, ma dall’inquadratura fissa della telecamera tutto sembrò perfetto e nessuno se ne rese conto! :-P

Oh, finalmente ci sono riuscito!
Mi sono deciso a mettere alcune foto dell’escursione (?) che abbiamo fatto e io Alessia alla Sagrada Família.

L’idea originale era scrivere anche tutte le spiegazioni culturali: le tre facciate, le dodici torri, la spiegazione della facciata della Passione, il crittogramma che dà sempre 33, l’interno e la visione naturalistica di Gaudí, il progetto e la storia della costruzione della Sagrada.

Ma francamente non ne ho voglia:prrr Se volete spiegazioni, ve le posso dare per e-mail, visto che ormai le so quasi tutte a memoria! :-d

Ma la grande novità di queste foto è che… sono uno slideshow-thumbnail-gallery! Enjoy it! More photos to come!

ps: ancora non ho capito bene bene come funziona sto slideshow, però è un buon inizio…

Prologo: i miei avevano programmato un viaggetto in macchina fino a Barcellona per caricarsi un po’ della mia roba in vista della mia partenza definitiva da qui.

Domenica sera, arriva una chiamata da mia madre, tono allegro: “Ciao, siamo appena entrati a Barcellona, ma ora ci siamo fermati perchè abbiamo bucato.”

E mentre chiedevo spiegazioni, si sente un rumore e mia madre comincia a gridare un interminabile e straziante “Noooo”, un insulto e poi cade la linea.

Dopo un breve attacco di panico in cui mi son chiesto se fossero ancora vivi e cosa fosse successo, riesco a riprendere la linea… insomma, le hanno rubato la borsa. Ma la modalità del furto è qualcosa di allucinante.

Un tizio in motorino aveva avvertito i miei che avevano una ruota sgonfia. Ed era lo stesso tizio che l’aveva bucata! Appena hanno accostato con la macchina, un signore col cane dice: “Mm, state attenti, non è una casualità, lo fanno per rubare!!!” e subito dopo, mentre mia madre era al telefono, ritorna il ragazzo col motorino sul marciapiede in senso opposto, per dire qualcosa che i miei non hanno capito, tanto per distrarli. Così, mentre era al telefono con me, mia madre si accorge, che dal lato sinistro della macchina, opposto a dove erano i miei, c’era un tizio che era entrato e aveva preso la borsa di mia madre sul sedile. Al che arriva l’urlo di mia madre, e il secondo tizio con la borsa in mano sale sul motorino del primo tizio. E scappano.

Un furtarello bello quanto inutile e fastidioso: i ragazzini se ne sono andati con 35€, con le carte di credito subito bloccate, ma soprattutto con i documenti e con le chiavi di casa italiane. Con tutta l’angoscia che ne deriva.

Insomma, sarebbe bastato questo per rovinare la vacanzina dei miei…

Ma c’è stato pure dell’altro in questi due giorni.
Il giorno dopo il loro arrivo (lunedì), infatti, era il giorno in cui si cambiava il lato di parcheggio nella mia strada. Ogni due settimane si parcheggia o dal lato sinistro o dal lato destro, per lasciare via libera alla pulizia della strada.
Ad ogni modo, lunedì mattina la macchina non c’era più, portata via dal carroattrezzi insieme a tutte le altre macchine della fila (c’era un adesivo giallo sul marciapiede per ogni veicolo).

In totale, grazie alla mia casetta i miei si sono risparmiati l’albergo. In compenso hanno speso 105€ di pneumatico, 190€ di multa più carroattrezzi, 35€ rubati insieme alla borsa… e in più abbiamo passato questi giorni con l’angoscia di “Chissà cos’altro ci succederà”… :-S

Unico lato positivo (se proprio ne vogliamo trovare uno): il furto è avvenuto in piazza Glories, dove c’è la torre Agbar. La torre Agbar altro non è che l’edificio dell’azienda dell’acqua di Barcellona (AGuas BARcelona) e ogni notte è illuminato con dei bellissimi giochi di colore. Visto che è un po’ verso il confine di Barcellona, in una zona quasi industriale, non ci ero mai andato. Quindi ho approfittato dell’occasione e ho scattato una foto all’edificio (leggermente, ma solo leggermente, fallico).

Ah… Barcellona è una città sicura sotto molti punti di vista… gli scippi e i furtarelli di questo genere purtroppo resistono ancora…

Oooh, si prevede una settimana piuttosto turistica!
È arrivata la mia amica Alessia dal cuore della Brianza per farmi compagnia in queste assolate giornate di luglio… :ye

Di conseguenza, nei prossimi giorni, aspettatevi nuove foto! (Saranno sempre dei soliti posti, Sagrada Família, Pac Guëll, la case di Gaudí, etc…) :opsx

Intanto Alessia ha appena scoperto l’esistenza del mio blog (vive un po’ isolata dal mondo) e si è innamorata dei pinguini:
:pinguini1

Ora andiamo a dormire che non ci sentiamo piú i piedi dopo aver camminato per ore!
:ciao

Il famoso Buddha Bar di Barcellona non è poi ’sta gran cosa… cocktail a 12euro in un ambiente, sì, carino, ma con gente di età media sui 40 anni
Non parliamo poi del fatto che c’era un unico barman (venerdì sera!), che la cassiera si è dimenticata di dirgli di fare il mio cocktail, e che quando gliel’ho ricordato era troppo tardi e c’erano altri 10 mojito in preparazione prima di me, quindi in totale ho aspettato 40 minuti (!) per un “Samer Fresh”…
(certo che se esistessero dei cocktail già pronti in bottiglia, tutto sarebbe molto più facile!)

Vabbè, è andata decisamente meglio la giornata di oggi, passata a Ocata, una bella spiaggia a 20 minuti da Barcellona (decisamente meglio di Barceloneta, almeno ho visto della sabbia vera finalmente), insieme ad alcuni Esadiani.

Spiaggia di Ocata - Barcelona

E per aggiungere un tocco di allegria alla giornata, abbiamo anche conosciuto un nuovo amico per strada, Ratatouille!

Ratatouille fuori dal Doner Kebab

Chi mi conosce sa che non posso stare a lungo senza mangiare la pizza!
Neanche all'estero, anche se spesso i risultati non sono molto incoraggianti.

L'altro ieri sera, io e Giù abbiamo optato per una cena de despedida dai Fratelli La Bufala, in Carrer de Pau Claris (pieno centro). Per chi non la conosce, si tratta di una catena di pizzerie in Italia e all'estero, con la mozzarella di bufala come fil rouge. :-P
Anche i dolci sono di bufala :-S

Nel modello di business ci sono evidenti vantaggi di costo (la mozzarella ad esempio viene comprata centralmente… ehi, sono economie di scala!!!), ma anche alcuni aspetti un po' strani (a Milano ad esempio i camerieri sono pagati anche a seconda di quanto ti spingono a consumare!) :-S
In ogni caso, per quanto i proprietari cerchino di standardizzare ogni aspetto del progetto, devono fare i conti con la mentalità italiana imperante.
L'altro ieri, anche dai Fratelli La Bufala hanno fatto di tutto per trasmettere un'immagine tamarra, kitsch e fannullona dell'Italia.

Quindi, grazie alla mia ormai ENORME esperienza in fatto di pizze in giro per il mondo (?!?) ho deciso di mettere insieme le cose più comuni che succedono ai malcapitati stranieri o italiani nostalgici:

- La mozzarella sulla pizza c'è per un motivo. E se si chiama così vuol dire che è diversa dal parmigiano grattuggiato alla Julienne!

- Da quando in qua si mettono le olive verdi sulla pizza?

- E quando dico "Con olive", intendo "Più di 4" :-S
- Passino le foto di Totò e di Alberto Sordi.. Ma ci devono proprio essere tutte queste statuette di Pulcinella in ogni angolo?!? xD
- E l'immancabile tovaglia a quadrettini rossi e bianchi dove la mettiamo??? :hehe:

- Ormai molte pizzerie in Italia stanno puntando sul target "fighetto". All'estero, c'è una rincorsa verso il basso e verso il kitsch. Il pizzaiolo che passa in mezzo ai tavoli tutto infarinato, facendo rumore con gli zoccoli e smadonnando qualcosa in napoletano ne è un esempio.

- Napoletani va bene, ma almeno qualche parola della lingua locale dovrebbero saperla (anche di italiano non sarebbe male)

- Se non vengono a prendere la pizza che hai appena sfornato, calmati. La situazione non migliora se inizi a bestemmiare ad alta voce davanti a tutti.

- 10€ per una margherita?

- "Stai vendendo una palla di farina con del pomodoro a 10€. Possibile che non riesci comunque a farla venire in una maniera decente?!?"

- Cosa vuol dire che nel 2008 non accetti carte nè bancomat?!? E cos'è questo conto scritto a mano su un foglietto di carta intestata (di un bar di Lucca, peraltro)??? :-O Ah, capisco, è solo un problema tecnico del momento dell'impianto elettrico. Ma quel computer lì è acceso… e anche le luci nel locale non mi sembra abbiano problemi……….