Più di sette mesi sono passati ormai dall’ultimo post di questo blog… blog che è diventato inutile, visto che non ho più niente da raccontare. E forse non dovrei scrivere questo ultimo post proprio oggi che sono di pessimissimo umore, però ho già aspettato troppo…

Breve resoconto di ciò che vi siete persi da febbraio a oggi:

- Ho trovato lavoro verso i primi di marzo in una piccola, nuova e innovativa azienda di consulenza. Per quanto mi piaccia il campo in cui lavoro, altri commenti relativi al lavoro li terrò per me senza pubblicarli su internet (consiglio: quando fate un colloquio, fidatevi del vostro istinto).

- A fine marzo ho discusso la tesi a Barcellona, tornando un’ultima volta all’Esade, e avendo la conferma definitiva sul fatto che i voti vengono dati assolutamente a caso.

- Il 1° aprile ho iniziato a lavorare, e sono stato “staffato” su un progetto molto carino su cui sto ancora lavorando andando sporadicamente fuori Milano (con due picchi di entusiasmo a Londra e Parigi).

- C’è gente che sta mesi disoccupata e sottopagata… io invece ho un buon lavoro e mi pagano bene… Purtroppo, però, il lavoro non è tutto nella vita e il mio morale è spesso a terra. Non volevo rimanere in Italia dall’inizio, non sopporto più Milano e non sopporto più la sua mentalità. E fondamentalmente non sopporto il “working for the man”, ovvero voglio mettermi in proprio.

- Col mutuo preso per pagare l’Esade, di questo passo purtroppo potrò avere due euro da investire per mettermi in proprio nel 2057 minimo. :-S

In poche parole sento molto il reality shock che aspetta più o meno tutti i giovani che dopo l’università si scontrano con la realtà.

Ad ogni modo, non voglio usare il blog per lamentarmi (diventerebbe piuttosto monotono, e poi lo faccio già abbastanza offline) e poi non viaggio più, non faccio più incontri e non ho niente di interessante da raccontare, quindi… per ora ho deciso di chiudere ufficialmente il blog.

Almeno fino a che non avrò qualcosa di cui parlare… :pianto

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Più di 40 curriculum inviati a vuoto. Niente, il telefono tace e nessuno mi chiama neanche per un colloquio. :pianto

E sono 40 se si escludono quelli inviati a Londra, dove le probabilità di essere richiamato su un numero italiano sono quasi pari a zero.

Per questo ho avuto una brillante idea: fra poco devo tornare a Barcellona per discutere il mio business plan/tesi all’Esade, e potrei andarci facendo scalo a Londra con Ryanair, solo per comprare una SIM inglese. Così poi potrei fingere di vivere a Londra, almeno le possibilità di essere richiamato per un colloquio salirebbero.

Ad ogni modo, Rob non sta con le mani in mano e la sua occupazione attuale (oltre a guardare tutte le serie TV appena scaricate da internet) è diventata fare il webmaster! :bravo

Ho appena accettato di lavorare per conto mio alla creazione di un sito web di una piccola azienda. Sembra poco, ma mi permette di guadagnare in una settimana più di quanto guadagnerei in un mese di stage. :ye

E forse forse… c’è un altro sito da realizzare in vista! Yay! :ye

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Un post ogni tanto, giusto per dire che questo blog non è ancora inutile! :-P

Buena onda è l’amico che riesce sempre a dare la carica, l’ottimista, quello che col passare degli anni continua a dirti “¡Pero si estás igual!”. Reincarnarsi in orca gonfiabile, sì, sarebbe buena onda.

Ma in questi giorni continuo a essere acidamente mala onda! E che posso farci?!

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“I Robinson” era una popolare sitcom americana ideata da Bill Cosby e andata in onda dal 1984 al 1992.

La cosa che mi ha sorpreso in questi giorni è stata la scoperta del fatto che in lingua originale lo show si chiamava “The Cosby Show“. Ma soprattutto del fatto che la famiglia non si chiamava Robinson!!!

Robinson è solo il nome che hanno deciso i traduttori per semplificare l’originale “Huxtable”, e l’Italia è l’unico Paese al mondo in cui è stato cambiato. O_O

Tutto ciò per dire che sto a casa tutto il giorno senza un cavolo da fare, nessuno risponde alle mie domande di lavoro neanche per dirmi “crepa”, mi annoio a morte e quindi cerco di passare il tempo come posso (ad esempio riscoprendo “I Robinson” in lingua originale, che fa molto più ridere). :opsx

Oltretutto sono abbastanza impigrito, senza voglia di fare niente. E l’angoscia di non sapere in che parte del mondo lavorerò mi mette di malumore. Soprattutto quando si restringono le possibilità di lavorare all’estero e si allargano quelle di trovare qualcosa a Milano o, peggio ancora, in Brianza. :-S

In tempi di crisi, ovviamente non butto via niente, ma cmq so già che non sarei del tutto contento. :-(

E poi… se trovo lavoro qui in zona, vuol dire che questo blog non avrà più un senso perchè non avrò nulla da raccontare… (non che abbia mai avuto troppo senso)

Mm… spero tanto di continuare ad aggiornare questo blog in futuro!

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Oltre al fatto che ci sono in giro pochi annunci di lavoro, possiamo anche aggiungere che il processo di application con l’avvento internet è diventato una delle operazioni più tediose che ci siano. :-(

Ci sono aziende che per farti vedere le posizioni vacanti ti fanno prima registrare, inserendo tutti i dati possibili immaginabili, facendoti ripetere almeno sette volte ciò che hai già scritto nel curriculum. O magari ti fanno anche delle domandine di vitale importanza tipo “Perchè hai scelto la nostra azienda?” o “Descrivi una situazione in cui hai dimostrato di essere un leader eccezionale“.

Se questo mi irrita non poco, le aziende più grosse (e che se la tirano di più) mi fanno proprio venire la nausea. Ti costringono praticamente a leggerti ogni pagina dell’area “Lavora con noi”, dove le uniche cose che scrivono sono le banalità del tipo “…perchè da noi non sarai solo un numero!”, “Noi valorizziamo il talento!” o “Da noi c’è un ambiente di lavoro stimolante”. Vorrei conoscere qualcuno che ha il coraggio di scrivere il contrario!

Loro possono scrivere quattro banalità in croce per reclutare i migliori talenti, e poi se io oso scrivere qualcosa di poco originale nel processo di application va a finire che non mi chiamano neanche per un colloquio minuscolo.

No, non mi avranno!

Poi mi chiedo… ma se alla fine non trovo da fare niente che mi piace… non vorrà forse dire che non è quella la mia strada? :mmm

L’unica volta in cui sono stato quasi estasiato pensando al lavoro era quando stavo scrivendo il mio business plan. Ma per quello ci vogliono soldi, ed ora non è proprio un momento buono per raccattare soldi in giro.

Però non riesco a stare fermo, mi vengono costantemente idee…

Come ad esempio… cioccolato! :-P

Vorrà forse dire che questa è la mia strada? :-O

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Insieme al 2008, si è conclusa anche la mia vita da studente!

Dopo l’addio a Dublino, sono tornato in patria e devo ammettere che è dura tornare alla “normalità”, soprattutto dopo che mi ero adattato ad un’altra “normalità” durata un anno e mezzo all’estero.

La normalità di vivere da solo, di gestirmi per conto mio, di stare in un posto con abitudini diverse dalle mie, di parlare un’altra lingua tutto il giorno… non voglio togliere niente alla cara e vecchia Monza, però riadattarsi costa fatica.

In più c’è da aggiungere la strana sensazione di “angoscia”: sono diventato grande e devo trovare un lavoro. E non avrei potuto scegliere un periodo peggiore negli ultimi 70 anni.

Gli annunci di lavoro in giro sono veramente pochini, e in più dopo un Master all’estero, vorrei anche lavorare all’estero, il che complica ancora di più le cose.

“Che sarà? Che sarà della mia vita chi lo sa?!” cantavano alcuni illustri pensatori del secolo scorso ed è proprio come mi sento io ora. :mmm

Dove andrò? Che farò? Ce la farò? Come farò? Boh!

Lo scopriremo solo vivendo… (come diceva un altro illustre pensatore…)

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Venerdì sera, l’università ha organizzato esclusivamente per noi una mini-festa d’addio, visto che tutti saremmo tornati a casa (molto poi continuano a studiare e vanno in scambio nel secondo semestre).

Cosa c’è di meglio per festeggiare se non con qualcosa di tipico irlandese? Niente. Infatti l’università ha optato per una “Bongo session” di due ore in cui ci siamo massacrati le mani a suonare a caso.

E ancora mi chiedo il perchè! :nonso

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Così si presentava la mia stanza dublinese sabato mattina, quando disperato cercavo di far stare tutto in due valigie:rotola:

Ancora una volta, tutte le cose belle arrivano ad una fine, e così era il momento di sbaraccare, salutare tutti e partire. :pianto

Gli ultimi giorni sono stati frenetici!

Giovedì sera alle 6, ultimo esame di International Business and Strategy (il solito corso noioso con nozioni di base sulla globalizzazione). Tutti i nostri esami erano in un centro congressi chiamato RDS, a 15 minuti dall’università.

Centinaia di persone, come si vede dalla foto, quindi, facevano l’esame insieme a noi. Modalità strana, per noi che siamo abituati a stare nella nostra classe in Italia, però di sicuro lì non c’era modo di copiare neanche per sbaglio. O_O

Dopo l’esame, cena da Joe’s Burger, un posto che fa hamburger e si fa anche pagare un botto solo perchè te li presenta bene (questo è marketing!). :opsx

Il posto era carino, e c’erano anche degli irresistibili ketchup a forma di pomodoro!

Poi, tutta la classe a pattinare sul ghiaccio vicino all’RDS per poi concludere in una discoteca.

Questa volta ero proprio dispiaciuto di dover salutare alcuni compagni di classe. Quando ero all’Esade non vedevo l’ora che finissero le lezioni per non dover più vedere quei disgraziati (che non ho neanche salutato), mentre qui è stato piuttosto triste per tutti, eravamo proprio una bella classe…

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Ve la ricordate la famosa Corrente del Golfo che si studia a scuola?

Be’, esiste veramente!!! :ye
E ogni tanto fa bene ripassare un po’ alcuni argomenti (ad esempio, non mi ricordavo che nascesse nel Golfo del Messico, pensavo più a sud).

Ad ogni modo, l’Irlanda è uno dei Paesi più esposti agli effetti benefici: siamo ben più a nord di tante altre città europee, ma oggi alle 9 di mattina ci sono già 11°! Ovvero 1 in meno di quando sono arrivato qui per la prima volta, il 4 settembre! Yee!

:pinguini1

(per gli Irlandesi ovviamente non fa differenza: a qualsiasi temperatura, i pantaloni della tuta, abbinati ad una maglietta a maniche corte sono l’ideale)

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Mi piacciono i monumenti, soprattutto se sono unici e riconoscibili.
Lo Spire è uno di quelli, ma a Dublino ce ne sono altri comunque famosi, anche se magari meno appariscenti, come la statua di Molly Malone o di James Joyce.

Purtroppo sembra che ai dublinesi non piacciano le scelte di arredo urbano del comune. E così da anni si tramandano soprannomi “ironici” per i vari monumenti, spesso in rima.

E così, la statua di James Joyce diventa “The prick with the stick”. :riso

Molly Malone è “The tart with the cart” (”la sgualdrina col carretto”) e la statua dedicata al fiume Liffey, rappresentato da una donna su uno scoglio con l’acqua che scorre, è diventata “The floozie in the Jacuzzi” (”la passeggiatrice nella Jacuzzi”). O_O

Ma per lo Spire, i dublinesi si sono proprio sbizzarriti… Questa è la lista dei soprannomi finora conosciuti, così come li abbiamo imparati grazie ad una presentazione di gruppo durante una lezione di Project Management.

- The Spike (”La punta”)
- The Spire in the Mire (”La guglia nel pantano”: la via non ha una buona reputazione)
- The Stiffy by the Liffey (”L’erezione vicino al Liffey”)
- The Stiletto in the Ghetto (dopo O’Connell St inizia una delle zone peggiori di Dublino)
- The Erection at the Intersection
- The Eyeful Tower
- The Nail in the Pale
- The Pin in the Bin

Irish sense of humour! :prosit

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