Weekend breve, ma intenso… l’ultimo viaggio per quest’anno (almeno credo… non ho niente in programma fino a gennaio) è stato a Parigi.
L’occasione era il Career Forum del Cems(il Cems è il mio programma internazionale che mi fa fare lo scambio a Dublino. Ma possibile che lo devo precisare ogni volta? Non potreste leggere più attentamente il blog?).
Il Career Forum è un evento come una mini-fiera dove le aziende si presentano e, in teoria, tentano di reclutare giovani promesse del mondo del business. Quest’anno era organizzato dall’HEC, una delle migliori business school del mondo e l’anno prossimo sarà a Colonia, dove ci sarà anche la mia cerimonia di laurea Cems.
Altri dettagli li metterò in altri post, però posso anticipare alcune cose:
- Parigi è bellissima
- Mi piacerebbe proprio lavorarci
- Il Career Forum, come prevedevo è stato totalmente inutile.
Ebbene sì, sono ufficialmente un Master of Science in Marketing.
Ora nei miei bigliettini da visita potrò scrivere “MSc” dopo il nome…
No, aspè…
In realtà devo ancora discutere il mio progetto finale: lo scorso week-end, alla cerimonia di laurea dell’Esade mi hanno semplicemente dato un “attestato di partecipazione“!
Praticamente sì, la cerimonia era “inutile” e non ho ancora un titolo con valore legale, e visto che si tratta della Spagna, la discussione del progetto si farà “prima o poi”, con calma, c’è tempo… ancora non si sa niente…
Bah…
Ad ogni modo, non mi sono goduto molto questa cerimonia… devo ammettere che non avevo granchè voglia di tornare a Barcellona, soprattutto perchè ero presissimo con lo studio qui a Dublino e poi perchè veramente non avevo voglia di incontrare alcuni compagni di classe. Ebbene sì, l’odio persiste ancora.
Arrivo venerdì mattina e poi corsa frenetica per sistemarmi, stirare la camicia e prepararmi per la cerimonia. Il taxi fino all’Esade ci ha messo un’eternità visto che era l’ora di punta e fra il mio malumore e lo stress di arrivare a cerimonia iniziata ero veramente in condizioni pietose. Se ci aggiungiamo anche il fatto che mi ero alzato alle 3 di mattina per prendere l’aereo, avete un quadro preciso delle mie condizioni quel giorno…
La cerimonia è durata un’ora con interventi del rettore della Ramon Llull, a cui l’Esade fa capo, il rettore dell’Esade, il presidente degli Alumni e il direttore dei programmi universitari. E fra gli interventi, cosa ci poteva essere se non un CORO che cantava canzoni classiche in latino?
Bah…
Dopo un discorso penoso del rettore (che non era proprio fluente in inglese…), il nostro rappresentante di classe viene chiamato per il suo speech. Ricordate il famoso rappresentante di classe che non è mai stato eletto? Eccolo lì, a fare il suo discorso interminabile, arrogante ed egocentrico. Devo ammettere che sa parlare veramente bene in pubblico, ma nel suo discorso si è occupato per l’80% di sè e dei suoi 4 amici, con mille battute che francamente poteva evitare…
Finalmente poi tutti gli studenti sono stati chiamati sul palco per la consegna del diploma (quel certificato finto senza valore legale). e poi un brindisi con Cava.
Degli autobus ci hanno portato in giro per un mini-tour della città per poi arrivare esattamente dall’altra parte di Barcellona, sulla Ronda del Litoral all’hotel AB Skipper, dove avremmo cenato tutti insieme.
L’Esade ha buone idee, ma le applica male. Si preoccupa di fare una cena nel ristorante di un hotel a 5 stelle, ma (immagino) non controlla il menù nè altri dettagli, così va a finire che la gente si ricorda questi piccoli dettagli che hanno rovinato la “festa”.
La cena era gratis per studenti e per 2 invitati. Altri “ospiti” dovevano pagare 90€, e può essere ragionevole in un hotel del genere. Dopo la cena però tutti gli “ospiti” erano furiosi perchè il menù consisteva di:
- Primo: un pezzo d’aragosta con delle palline di caviale arancione, insieme a 3 (TRE) maccheroni ripieni di una salsina non ben definita. Piatto molto elegante nella sua presentazione, peccato che fra aragosta, caviale e maccheroni non ci fosse nessuna differenza di sapore, o meglio, non c’era proprio sapore per niente.
- Secondo: mi sfugge la descrizione fantastica del menù, ma in parole povere si trattava di un pezzo di carne di vitello stracotto (e quindi tenerissimo) con puré di patate e due asparagi mignon. Puré di patate in un ristorante del genere?!?!? Per 90€???
- Dolce: un mini-bauletto di gelato alla vaniglia con ripieno di frutti di bosco, buono, ma come tutto il resto, piccolo.
Al termine della cena, durata 45 minuti, tanto erano “grandi” i piatti, è iniziato lo spettacolo di magia più penoso che abbia mai visto. Un povero mago spagnolo che cercava di balbettare qualche parola in inglese… ma non ce la faceva! (”The seguent protagonist…”)
E come se non bastasse ha fatto dei giochi che erano già vecchi prima che nascesse Houdiní: i tre anelli che si intersecano, la donna segata in due e ombre cinesi.
Bah…
Finito tutto ciò, i pareri degli altri studenti erano più o meno così:
- Perchè c’era un coro?!?
- La cena era un po’… poca. Andiamo da McDonald’s ora?
- Il mago era ridicolo.
- La cena ci ha costretto a stare ognuno al tavolo con i propri invitati, che ovviamente non potevano scambiare due parole con nessun altro, visto che si parlavano almeno 26 lingue diverse. E in più, anche noi non abbiamo potuto salutarci tutti quanti come avremmo fatto normalmente. Per esempio io non ho salutato alcune persone per scelta, ma altre perchè proprio non le ho incontrate.
Usciti dall’hotel, senza parenti (molti erano già andati via durante lo show del mago) ci siamo tutti diretti all’Opium Bar, a due passi, sulla spiaggia.
Come al solito, quindi, l’Esade crea alte aspettative e poi non riesce a soddisfarle, ma vabbè, ormai ci siamo abituati.
Non ci sono molte foto mie, perchè mia madre non ha capito come funzionava la macchina fotografica e quindi, senza accorgersene ha fatto solo video. Qui sotto, la consegna dei diplomi, in un montaggio frettoloso fatto da me. La musica di sottofondo (la canzone più decente della serata) in realtà è stata cantata dopo, ma l’ho messa di sottofondo nel video, perchè sentire i singoli nomi degli studenti non era molto interessante.
Fra tutti gli Stati in crisi, la Spagna è uno di quelli che se la passa peggio. Il boom degli ultimi anni era basato quasi esclusivamente sul settore edilizio. Case su case costruite senza sosta fino alla primavera scorsa, quando una delle più grandi aziende del settore ha dichiarato bancarotta lasciando a metà centinaia di case (vendute e non).
Ora che la crisi è arrivata dappertutto, anche altre aziende sentono la pressione. E devo dire che mi ha fatto una certa impressione vedere sul satellite le notizie di Euronews che parlavano della “rivolta” contro la Nissan di Barcellona.
Sono stati annunciati 1.680 licenziamenti, non tutti giustificati dalla ristrutturazione necessaria per sopravvivere alla crisi. E sono iniziate manifestazioni e scioperi non proprio pacifici, fino alla settimana scorsa in cui è successo quello che si vede nella foto. Proteste davanti al palazzo in cui sono entrato ogni giorno per sei mesi e vedere la porta principale ridotta così fa un certo effetto.
Già, Barcellona rimane la mia città preferita, ma visto che la situazione in Spagna è peggiore che in altri Paesi, mi sa che mi converrà cercare lavoro altrove…
Wow, che week-end!
3 ore e passa di viaggio per arrivare a Limerick venerdì notte. Appena arrivati, prima uscita notturna in discoteca a tema “Pirati”, ed ovviamente io non avevo neanche uno straccio che somigliasse minimamente ad una bandana, ma vabbè.
La gente del club di trampolining è veramente simpatica, sono tutti un po’ fuori e regolarmente si riducono in condizioni pietose con l’alcol, ma qui è la norma più o meno…
Sabato mattina (ALLE 9!) inizia il riscaldamento e le “Intervarsities 2008″ hanno inizio, con la categoria “Novice“. 10 mosse da fare in un ordine preciso e alla fine Rob riesce a completare la gara insieme ad altri 5, mentre tutti gli altri (più di 20) hanno sbagliato ordine, si son confusi, hanno fatto più di un rimbalzo oppure hanno toccato il materasso blu.
La giornata è proseguita guardando le altre gare nell’immenso centro sportivo dell’università di Limerick, la cui mensa serve apparentemente solo cose stra-fritte.
E infine la sera, dopo la premiazione alle 6, altra notte in discoteca con tutte le altre squadre.
Cose da notare:
- Il “Sex on the beach” è proprio buono
- Rob è orgoglioso del suo terzo posto, con tanto di medaglia di bronzo
- Il primo e secondo posto sono andati a due disgraziati che erano in realtà in grado di competere nella categoria Intermediate, quindi il mio è virtualmente un primo posto eheh…
- Rob ha anche approfittato di una donzella un po’ offuscata dall’alcol. Rob non dice mai di no!
Oggi presentazione in classe, appena finita… Settimana prossima, altre 3 consegne… Lunedì scorso c’era la consegna di un case study, e in più io e il mio gruppo abbiamo fatto la presentazione di Supply-Chain Management (A+, tra parentesi).
La causa di tutti i mali è Supply-Chain Management, un corso che non ha esame finale, ma in compenso ti succhia il sangue settimana dopo settimana con tutti i lavori di “valutazione continuativa” che ci sono…
Per questo non ho mai tempo di aggiornare il blog nè rispondere ai commenti…
Ma per questo week-end non posso pensare allo studio, me ne frego e me ne vado a Limerick con altre 50 persone della squadra di trampolining.
Due settimane fa, tra l’altro, ho vinto la gara interna di trampolining (vabbè, eravamo solo 4 nella categoria “Novice”), ma questo week-end la competizione sarà estesa a tutta l’Irlanda (e considerando le dimensioni di questo paese, ci saranno… 8-9 persone, ahahah).
A quanto pare le uscite del gruppo di trampolining sono sempre molto divertenti, con gente fuori di testa e fatti che “non si possono raccontare una volta ritornati a Dublino“. Quindi, spero proprio di divertirmi, nonostante la città non goda di una reputazione fantastica, tanto che è soprannominata “Stab City“, a causa di alcuni ripetuti accoltellamenti…
PS: nella foto si vede la T-Shirt in palio per il vincitore della gara e la mia “medaglia” di plastica…
Un’altra tecnica di presentazione è quella con cui si riesce a enfatizzare un concetto mischiando abilmente le parole di una frase e capovolgendone il senso.
C’è riuscito Kennedy nel 1961 con il suo discorso dove ha pronunciato una delle frasi più famose di sempre:
“Ask not, what your country can do for you, (pausa) ask what you can do for your country!”
Eppure non tutti i presidenti sono così abili nell’oratoria… e gli show americani si sono scatenati con le critiche a Bush… in particolare il Late Show di David Letterman aveva una rubrica quasi fissa: “Greatest Moments in Presidential Speeches”:
Ok, adesso la smetto con i discorsi presidenziali!
Mi sembra inutile dire che anche io sono molto contento per l’elezione di Obama!
Ed è bello vedere questa sorta di euforia collettiva in ogni parte del mondo… Pure il tizio che mi ha aggiustato le serratura della mia porta era contento per Obama! E la nostra prof americana ieri ha portato dolci in classe per festeggiare il nuovo presidente!
Obama, cmq, mi è piaciuto sin dall’inizio di questa lunga estenuante campagna (molti hanno scherzato dicendo che probabilmente era iniziata nel 1972), non tanto perchè rappresentava qualcosa di particolare o perchè era non repubblicano come Bush… ma perchè ci sa fare con la folla…
A gennaio ho frequentato uno di quei corsi che ti “cambiano la vita”: Presentation Skills… dopo un corso del genere, capisci che “presentare” è quasi come recitare e riesci a vedere in una luce diversa qualsiasi discorso, dalla presentazione in classe dei tuoi compagni fino allo speech presidenziale.
Ho imparato tutta una serie di tecniche per parlare in pubblico che effettivamente funzionano. E se durante le mie presentazioni in classe, mi hanno reso più sicuro e disinvolto, ad Obama gli hanno fatto conquistare il mondo. Semplicemente parlando! Perchè ci sono solo grandi aspettative, ma finora non ha ancora fatto niente.
Alcune tecniche sono:
- La pausa strategica per dare enfasi
- Tripling (ripetere 3 volte una parte, non 2, non 4)
- Domande retoriche per stabilire un contatto con il pubblico e farsi dare ragione
- Avere un’introduzione potente
- Avere una conclusione ancora più potente
- Machine gun (snocciolare una serie di parole una dietro l’altra)
E ogni volta che vedevo Obama in televisione, queste tecniche venivano sempre usate… ovviamente son tecniche conosciute da anni, e anche Hitler, si dice, passava ore a ripetere i discorsi retorici davanti allo specchio.
Però a confronto con McCain, si vedeva quanto Obama fosse più abile nell’oratoria, e in generale più disinvolto (McCain ha una postura peggiore di quella di Bush, terribile!) ed era prevedibile che, al di là, delle idee, fosse il candidato ideale per il ruolo più importante del mondo.
Mi è piaciuto particolarmente il discorso di Obama (ovviamente pronto da mesi!) in cui accetta il risultato dell’elezione. Non si vedono spesso discorsi così “emozionanti”…
Ecco il video e il transcript:
If there is anyone out there who still doubts that America is a place where all things are possible; who still wonders if the dream of our founders is alive in our time; (pausa) who still questions the power of our democracy, (pausa) tonight (pausa) is your answer. (Introduzione powerful!)
It’s the answer told by lines that stretched around schools and churches in numbers this nation has never seen; by people who waited three hours and four hours, many for the very first time in their lives, because they believed that this time must be different; that their voices could be that difference.
It’s the answer spoken by young and old, rich and poor, Democrat and Republican, black, white, Hispanic, Asian, Native American, gay, straight, disabled and not disabled (Machine gun!) - Americans who sent a message to the world that we have never been just a collection of individuals, or a collection of Red States and Blue States: we are, and always will be, the United States of America (Powerful!).
It’s the answer that led those who have been told for so long by so many to be cynical, and fearful, and doubtful (Tripling!) about what we can achieve to put their hands on the arc of history and bend it once more toward the hope of a better day.
It’s been a long time coming, but tonight, because of what we did on this day, in this election, at this defining moment (tripling!), change has come to America. (Conclusione col botto, memorabile!)
Bellissimo discorso, ora gli resta il compito più arduo di soddisfare le aspettative!
Martedì scorso io e i miei compagni di gruppo siamo andati a vedere il cantiere del Lansdowne Road Stadium, ovvero quello che sarà il nuovo stadio della Nazionale irlandese.
Non è che ci divertiamo ad andare a vedere i cantieri come i vecchietti, nè ci divertiamo a vestirci come nella foto… però stavamo preparando una presentazione di Project Management proprio sulla ricostruzione dello stadio, e allora per fare i fighi abbiamo deciso di andare a vedere di persona.
Dello stadio parlerò un’altra volta perchè per me è un progetto bellissimo, ma ora volevo solo parlare della presentazione.
Devo dire che abbiamo fatto un bel lavoro di gruppo, eravamo tutti allenati a parlare bene, con un tono di voce adeguato, con gesti adeguati, guardando il pubblico e non lo schermo dietro di noi, etc etc (sembrano stupidate, ma sta prof sembra che valuti come presentiamo più di cosa presentiamo).
Detto ciò, dopo le presentazioni scorse, dove le slide PowerPoint erano più simili a un necrologio che ad altro, ho detto al mio gruppo “La faccio iooooo la presentazione”… e si fidarono.
Alla fine ho provato uno stile nuovo di per le slide, ispirato all’odioso Steve Jobs, con tantissime immagini, icone e poche parole.
Quando la prof ha cominciato a dare il suo giudizio, sono rimasto senza parole.
Ha esordito così:
“The presentation was excellent“…
Per poi continuare per 5 minuti interi a farci complimenti…
…per le slide che erano chiarissime, belle da vedere, semplici da leggere, costruite secondo una logica precisa, senza troppe parole. Per il nostro lavoro di squadra, visto che eravamo tutti belli preparati e d’accordo, per il fatto che eravamo andati allo stadio di persona…
E poi i giudizi individuali: Roberto, you are a very good speaker (Io??? Timido come sono?!?), you have a good pitch (ok, questo non lo so tradurre, ma dev’essere qualcosa di positivo), good contact with the audience etc etc…
I complimenti sono continuati per tutti gli altri del gruppo, mentre eravamo tutti increduli per quanto la prof fosse contenta della presentazione (visto che quelle prima di noi erano andate bene, ma non COSI’ bene).
Alla fine ha concluso dicendo che la nostra era la presentazione migliore che avesse visto nei suoi quattro anni di insegnamento qui a Dublino.
E nella pausa è venuta da noi e ci ha stretto la mano facendoci i complimenti di nuovo!!!
Come potete immaginare sono euforico (per questo avevo bisogno di scrivere tutta la storia anche sul blog!)
Bene, per ora abbiamo il voto più alto della classe (un 75 su 100; ma in ogni caso non si dà mai più di 75; da 70 in su il voto è A) e almeno mi sono tolto uno dei progetti di questo semestre!
Ora si “appropinquano” anche le altre deadlines, ma ho deciso cmq di non rinunciare a certe cose: il 15-16 novembre voglio andare a Limerick per le gare di trampolining (!!!), il 21 sono a Barcellona per la cerimonia di laurea dell’Esade e il 29-30 sono a Parigi per un Career Forum del Cems (il mio programma di scambio).
Figo, eh?
PS: la foto è quella che abbiamo messo nelle slide per presentare i componenti del gruppo. In realtà a vedere lo stadio siamo andati solo in 5, l’ultima a ragazza a destra è stata brutalmente aggiunta con Photoshop, uhahahaha
Visto che abito a 10 minuti dall’università, se devo studiare preferisco tornare a casa piuttosto che stare nell’affollata common room…
E stare a casa equivale a mettermi col portatile in sala e la televisione accesa su un canale musicale. A parte il fatto che dopo una settimana a vedere quei canali ormai conosco tutte le 100 canzoni più belle degli anni ‘80, ‘90, di oggi, le più vendute in Inghilterra, le più romantiche e le gemme del pop di sempre. La programmazione dopo un po’ si ripete abbastanza spesso
Però ogni tanto scopro delle “perle” interessanti.
Non è assolutamente il caso della canzone qui di seguito, ma ho deciso di postare il video solo perchè sono rimasto folgorato quando mi sono accorto che è stato girato a Milano!!! E’ “The harder I try” di/dei “Brother Beyond”
Aaah, la Milano da bere… come avrei voluto vivere a Milano negli anni ‘80…
Tra l’altro sono convinto che negli anni ‘80 avrei avuto molto successo, già mi immagino pettinato come Paul Young…