Un caso disperato

La palestra di Vallauris
Chi mi conosce sa che per movimentare un po’ la mia esistenza ho bisogno di trovarmi dei passatempi originali, in ambiti in cui c’è molto da imparare e in cui non tutti sono capaci di cimentarsi.
Per intenderci, se devo scegliere uno sport non vado in palestra a fare pesi, non è divertente. Nuoto l’ho fatto per più di 10 anni, ora basta. Basket, tennis o calcio non mi stimolano abbastanza. Per questo in passato sono finito a praticare hip-hop o “tuffi dal trampolino” (abbandonato perchè soffro troppo di vertigini). :-)
Dopo una breve esperienza l’anno scorso ad Arcore, ho deciso di proseguire qui in Francia con il mio nuovo sport: ginnastica artistica!
La risposta alla vostra domanda ora è: “Nooo, non è quella dove si zompetta sventolando un nastro!!!”, razza di ignoranti… è la disciplina di Yuri Chechi, quella che comprende anelli, parallele, etc… ovvero quella in cui per riuscire a fare anche l’esercizio più basilare serve una forza assurda!
E chi come me inizia a 26 anni non ha proprio speranze. Diciamo che mi sono un po’ evoluto dal mio stato iniziale di “scamorza”, e già lo scorso novembre riuscivo a fare un giro agli anelli, come quello che si vede in questo video:
(anche se nel video c’è un poppante, vi assicuro che non è facile!!!)
Un mese fa mi sono presentato nel centro sportivo di Vallauris (fra Sophia Antipolis e Cannes) per chiedere informazioni sui corsi di ginnastica (ovviamente non potevo chiederle per telefono, visto che non capisco niente in francese già di persona).
L’allenatore taglia subito corto: “No no, niente domande, domani vieni qui e mi fai vedere quel che sai fare!“, ignorando il fatto che, escluso il giro agli anelli, non so fare un granché.
Il giorno dopo mi presento in palestra (foto sopra) e mi vedo costretto a fare, in maniera stentata, quei quattro esercizi che mi ricordavo. Io me ne stavo in un angolino tutto impacciato con la mia magliettina brutta e larga, mentre per aggiungere un po’ di disagio, intorno a me c’erano dei bronzi di Riace, tutti rigorosamente a torso nudo, che facevano salti mortali ed evoluzioni circensi da far impallidire.
Dopo 10 minuti, l’allenatore mi dà il suo verdetto con la simpatia che lo contraddistingue: “Mais Roberto, je suis pas magicien!“, come a dire che con me servirebbe un miracolo…
Eh vabbè, abbandonati i sogni olimpici (???), l’allenatore-sympathy mi ha dato l’ok per presentarmi in palestra lo stesso, male di certo non mi fa!
Tutto ciò per dire: spero di poter pubblicare presto un video con delle mie acrobazie circensi!!!










