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4
5
Apr

Un caso disperato

La palestra di Vallauris

La palestra di Vallauris

Chi mi conosce sa che per movimentare un po’ la mia esistenza ho bisogno di trovarmi dei passatempi originali, in ambiti in cui c’è molto da imparare e in cui non tutti sono capaci di cimentarsi.

Per intenderci, se devo scegliere uno sport non vado in palestra a fare pesi, non è divertente. Nuoto l’ho fatto per più di 10 anni, ora basta. Basket, tennis o calcio non mi stimolano abbastanza. Per questo in passato sono finito a praticare hip-hop o “tuffi dal trampolino” (abbandonato perchè soffro troppo di vertigini). :-)

Dopo una breve esperienza l’anno scorso ad Arcore, ho deciso di proseguire qui in Francia con il mio nuovo sport: ginnastica artistica!

La risposta alla vostra domanda ora è: “Nooo, non è quella dove si zompetta sventolando un nastro!!!”, razza di ignoranti… è la disciplina di Yuri Chechi, quella che comprende anelli, parallele, etc… ovvero quella in cui per riuscire a fare anche l’esercizio più basilare serve una forza assurda!

E chi come me inizia a 26 anni non ha proprio speranze. Diciamo che mi sono un po’ evoluto dal mio stato iniziale di “scamorza”, e già lo scorso novembre riuscivo a fare un giro agli anelli, come quello che si vede in questo video:

(anche se nel video c’è un poppante, vi assicuro che non è facile!!!)

Un mese fa mi sono presentato nel centro sportivo di Vallauris (fra Sophia Antipolis e Cannes) per chiedere informazioni sui corsi di ginnastica (ovviamente non potevo chiederle per telefono, visto che non capisco niente in francese già di persona).

L’allenatore taglia subito corto: “No no, niente domande, domani vieni qui e mi fai vedere quel che sai fare!“, ignorando il fatto che, escluso il giro agli anelli, non so fare un granché.

Il giorno dopo mi presento in palestra (foto sopra) e mi vedo costretto a fare, in maniera stentata, quei quattro esercizi che mi ricordavo. Io me ne stavo in un angolino tutto impacciato con la mia magliettina brutta e larga, mentre per aggiungere un po’ di disagio, intorno a me c’erano dei bronzi di Riace, tutti rigorosamente a torso nudo, che facevano salti mortali ed evoluzioni circensi da far impallidire.

Dopo 10 minuti, l’allenatore mi dà il suo verdetto con la simpatia che lo contraddistingue: “Mais Roberto, je suis pas magicien!“, come a dire che con me servirebbe un miracolo…

Eh vabbè, abbandonati i sogni olimpici (???), l’allenatore-sympathy mi ha dato l’ok per presentarmi in palestra lo stesso, male di certo non mi fa!

Tutto ciò per dire: spero di poter pubblicare presto un video con delle mie acrobazie circensi!!! :-P

7
24
Sep

Rob is a tramp!

Trampolining!

Trampolining!

Ed ecco infine svelato l’arcano… Rob fa ufficialmente parte del club sportivo di Trampolining, ovvero lo sport in cui “si rimbalza su e giù sul tappeto elastico“. (H)

Ed è veramente una delle cose più divertenti che abbia mai provato!!!
:pinguini1

Ovviamente non è solo rimbalzare, ma presto faremo capriole in arie e qualsivoglia acrobazia ci salti in testa! Bellissssssimoooo!!! :bravo

E’ un po’ scomodo raggiungere il centro sportivo a Belfield by bus, però almeno ho l’opportunità di farmi vedere in giro con gli abiti più trendy del momento, almeno secondo i gusti irlandesi… ovvero vado in giro per il campus in tuta. :-S

ps: tra l’altro sapevate che il trampolining è disciplina olimpica?!? :-O
ps2: ho ancora 4 anni per Londra 2012!!! :opsx

4
16
Sep

Sports Expo

Più tempo passo qui e più mi rendo conto di quanto il concetto di “università” qui e in America sia completamente diverso dal nostro.

Oggi sono andato al campus principale di Belfield per lo Sports Expo, ovvero un evento in cui tutte le associazioni sportive studentesche si presentavano.

In Bocconi mi ricordo l’associazione di calcio, basket, e pallanuoto. Qui alla UCD ce ne sono almeno 30, praticamente tutti gli sport che vi vengono in mente, e anche quelli che non avete mai sentito (tipo il “Caving”, ovvero “penzolare all’interno delle grotte”).

Attività amichevoli fuori dallo Sports Centre

Attività amichevoli fuori dallo Sports Centre

In un altro edificio poi, c’erano tutte le associazioni culturali: da quella spagnola (la peggiore), francese, italiana, cinema, teatro, gli amici di Gauss (?), e mille altre.

Uff, qua studiare non è solo stare sui libri. Passare 4-5 anni in un campus così è un’esperienza unica, qualcosa che ti arricchisce in tutti i sensi e dove puoi provare praticamente tutto!

Basta, visto che per me è troppo tardi per godere appieno di queste attività, ho deciso che quando avrò un po’ di soldi APRIRÒ un’università con un campus, per fare del bene al prossimo. Bella idea, no?

ps: mi sono iscritto ad un’associazione sportiva. E visto che c’erano così tanti sport inusuali, perchè non provarne uno? Ulteriori informazioni, la prossima settimana! Stay tuned!